I listini lombardi, già da martedì pomeriggio a Milano, confermano i ribassi osservati a inizio settimana in Piemonte (LEGGI), consolidando la crisi diffusa del mercato risicolo. Le novità proposte in queste sedi riguardano il gruppo Vialone Nano, che crolla di 10 €/q, e, solo a Mortara, un calo ancora più marcato per il gruppo Roma. Nel frattempo, il primo sondaggio sulle semine di Ente Risi (VEDI), basato su dati parziali, propone una superficie complessiva invariata rispetto all’importante investimento del 2025, ma con forti scostamenti tra i vari comparti, in pressoché tutti i casi direttamente correlabili all’andamento dei prezzi di mercato. Sul fronte dei trasferimenti (VEDI), questi procedono a ritmo regolare nell’ultima settimana con oltre 30.000 tonnellate movimentate, ma le giacenze permangono ai massimi storici.
PRODUTTORI IN FUGA VERSO LE VARIETÀ PIÙ REMUNERATIVE
Nella mattinata di venerdì il gruppo Roma scende fino a 35 €/q lordi, un prezzo particolarmente penalizzante. La situazione critica si riflette nelle scelte di semina dei risicoltori. Il sondaggio registra un calo del 38,3% alla voce Roma-Baldo e similari. Questa categoria comprende anche il gruppo Baldo e, nel rispetto della normativa sul mercato interno che prevede una griglia unica per i due comparti, non è possibile distinguere con certezza l’incidenza specifica dei singoli gruppi nel calo d’investimento. Tuttavia, la quotazione superiore del Baldo (50 €/q lordi per Cammeo, 40 per le altre varietà) lascia presumere un maggiore abbandono proprio del gruppo Roma.
Ciò in virtù del fatto che la correlazione tra prezzi e variazione della superficie investita risulta pressoché perfetta. Tutti i comparti dove le quotazioni sono attualmente più penalizzanti registrano cali nel sondaggio semine. Oltre a Roma-Baldo, si prevedono infatti diminuzioni per i lunghi B, confermati a 35 €/q lordi, e per i lunghi A da parboiled, proposti nel sondaggio alla voce Loto e similari, quotati tra 36 e 40 €/q lordi in base alla varietà. Di contro, sono in crescita, in alcuni casi molto forte, le previsioni di semine nei comparti dove i prezzi sono ancora considerati remunerativi. Spiccano soprattutto i tondi, per i quali a listino si conferma un lieve calo di Araldo PV mentre le altre voci mantengono le quotazioni consolidate da tempo. Registrano incrementi anche i gruppi Arborio e Carnaroli, oggi scambiati prevalentemente a 55 €/q lordi, con l’eccezione del Carnaroli Classico che resta a 70 €/q.
SEMPIO (CONFAGRICOLTURA PAVIA): «MERCATO PESANTE, DIFFICILE FARE SCELTE»
«Il mercato è pesantissimo, con prezzi bassi e in continuo calo. L’unico comparto che regge un minimo è il tondo e questa dinamica si riflette chiaramente nelle previsioni di semina – esordisce Marta Sempio, presidente di Confagricoltura Pavia. -Sempre parlando di previsioni di semina, noto inoltre che rispetto al Selenio, crescono di più Centauro e gli altri tondi (immagino le tecnologie). Ciò probabilmente risultato di scelte agronomiche obbligate. Va anche considerato che il sondaggio si basa su una porzione delle denunce».
Riguardo al rischio di eccessive oscillazioni nelle scelte colturali, la presidente di Confagricoltura Pavia individua una possibile soluzione. «L’unico strumento oggi reale che penso possa essere utile per mitigare questa dinamica, nella mia modesta opinione, sono i contratti di coltivazione. Penso che gli agricoltori debbano sottoscriverli quando li ritengono equilibrati. Bisogna però capire che la situazione è veramente complicata anche in termini di panorama varietale, che si presenta in continuo mutamento. Questo fa sì che in certi casi la scelta dell’agricoltore risulti obbligata. Personalmente penso che bisognerebbe sempre mantenersi un po’ secondo la vocazione dei propri terreni, cercando di inseguire la maggiore produttività, sempre naturalmente con l’occhio sul mercato».
Sul recente appello della Coldiretti di Vercelli per un tavolo regionale di crisi, proposto in un comunicato pubblicato in settimana, Sempio si dichiara aperta ma realista. «Credo che i momenti di confronto già esistano. Il nostro settore ha molte istituzioni che hanno l’obiettivo di tutelare la filiera e favoriscono il dialogo tra le parti. Se si vuole aggiungerne un altro, espressamente rispetto alla crisi, ben venga, anche se non penso possa spostare molto rispetto a un contesto così complesso». Autore: Ezio Bosso

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