TONDI +30, LUNGHI B -20, ROMA -57…

Risaie_Corteva

Oggi Corteva fornisce ai risicoltori alcune indicazioni sull’evoluzione dei gruppi varietali, sulla base dei dati raccolti e analizzati da AGREvolution S.r.l. intervistando 396 aziende agricole, rappresentative di circa il 19,5% della superficie risicola nazionale (leggi l’articolo precedente).

Secondo i dati ENR, nel 2025 sono state coltivate in Italia 192 varietà di riso; nel campione analizzato ne sono state intercettate 114. Il 90% della superficie investita a riso è rappresentata da 34 varietà, di cui 21 IMI o ACCase tolleranti. Dopo l’incremento di superficie verificatosi nelle scorse campagne, assistiamo ad un apparente consolidamento in termini generali, che però nasconde movimenti importanti tra i diversi gruppi merceologici. Il principale driver delle intenzioni di semina per la campagna 2026 è ancora una volta il prezzo del risone, seguito dalle performance produttive osservate nella campagna precedente.

RITORNI DI FREDDO ED ECCESSO PIOGGIA

Dal punto di vista agronomico, la campagna 2025 è stata segnata da ritorni di freddo tra luglio e agosto, che hanno favorito fenomeni di sterilità, e da piogge autunnali abbinate a semine anticipate, che hanno accentuato problemi di macchia sul granello. Come dichiarato dagli agricoltori intervistati, le principali criticità emerse nella campagna 2025 sono state: problemi produttivi (18,5%), seguiti da brusone (5,3%), sterilità (4%), resa alla lavorazione (2,5%) e macchia (1,3%). (Leggi i dati di dettaglio dopo la tabella)

TONDI

Il gruppo Tondo mostra un recupero importante (+30,3%). A sostenere il comparto sono soprattutto prezzi più alti della media degli ultimi anni e sostanzialmente allineati a quelli di altri risi da interno. A trainare il gruppo sono soprattutto i Tondi cristallini, pur con segnali positivi anche su alcuni perlati.

LUNGHI B

Per il gruppo Lungo B si rileva un calo marcato (-20,5%), malgrado la crescita di interesse degli agricoltori verso ibridi ACCase e IMI tolleranti. Il motivo principale è rappresentato da prezzi poco interessanti e produzioni non elevate legate anche ad infezioni di piricularia e sterilità. Una parte delle superfici sembra orientarsi soprattutto verso il gruppo Tondo, soprattutto in areali storicamente vocati come Vercelli, Novara, Alessandria e Lomellina.

RIBE

Il gruppo RiBe registra un calo del -5%. A condizionare il risultato è soprattutto la performance della varietà più coltivata del gruppo, che ha sofferto problemi di sterilità e quindi di scarsa produzione. Più in generale, diverse varietà che compongono questo gruppo, hanno mostrato difetti dal punto di vista merceologico, generando, insieme ai riporti dell’anno precedente, un significativo calo di prezzo. Il comparto continua quindi a mostrare difficoltà, anche se per motivazioni diverse rispetto all’anno precedente.

MEDIO

I dati evidenziano per il gruppo Medio una forte contrazione (-38%). Il calo è legato soprattutto alla performance insoddisfacente della varietà principale del gruppo, penalizzata dalla sterilità e da produzioni inferiori alle attese. I prezzi, su livelli medio-bassi, non sono stati sufficienti a sostenerne la tenuta.

ROMA

Per il gruppo Roma si stima un calo molto pesante (-57,6%). Le motivazioni principali sono da ricercare sia nei prezzi poco premianti, sia nei problemi agronomici riscontrati nella campagna 2025 per le varietà più coltivate, in particolare macchia sul granello e brusone. Il gruppo risulta quindi tra quelli più penalizzati nelle intenzioni di semina per il 2026.

ARBORIO

Il gruppo Arborio mostra un andamento positivo, con un incremento del +12,7%. Le superfici salgono trainate soprattutto dalla migliore performance della varietà più coltivata del gruppo. Produzione e resa alla lavorazione sono risultate buone, e all’incremento contribuisce anche l’introduzione di una nuova varietà IMI-tollerante.

VIALONE NANO

Per il 2026 si stima una contrazione del gruppo Vialone Nano del -24,4%. Gli areali storici restano fedeli a questo segmento, ma una parte delle superfici si sta orientando verso il gruppo Carnaroli. Anche il miglior profilo agronomico di alcune varietà più recenti di questo gruppo, non basta a compensare prezzi troppo bassi.

CARNAROLI

Il gruppo Carnaroli evidenzia un incremento del +6,8%. Il prezzo resta uno dei principali driver, risultando più interessante rispetto a quello di altri gruppi. A sostenere il comparto contribuiscono anche un panorama varietale ampio, capace di offrire soluzioni adatte a esigenze differenti, e la forte domanda da parte dei consumatori.

BALDO

Per il gruppo Baldo si rileva un calo del -22,5%. Anche in questo caso è soprattutto il prezzo a orientare le scelte dei risicoltori. L’esubero di superfici coltivate con varietà di questo gruppo nella scorsa campagna ha portato ad un eccesso di offerta, seguito da un conseguente calo del valore. Export e contratti di produzione non sono stati sufficienti a sostenere il gruppo, che appare meno interessante rispetto a campagne precedenti.

SANT’ANDREA

Il gruppo Sant’Andrea conferma il proprio ruolo di nicchia, con una flessione del -18,8%. Si tratta di un comparto legato soprattutto ad areali marginali e ad agricoltori storicamente affezionati, in particolare in alcune zone del Biellese. Anche qui il fattore determinante è rappresentato da prezzi troppo bassi, uniti alla riduzione dei contratti di coltivazione per la prossima campagna.

LUNGHI A (ALTRI)

Per il gruppo Lungo A (Altri) dai dati raccolti si stima un incremento del +13%. Il dato potrebbe essere fuorviante in quanto, dopo il periodo delle interviste, il prezzo di filiera fissato per la varietà trainante il gruppo, è stato al di sotto delle aspettative; questo potrebbe influire negativamente sull’incremento riportato.

RISI PIGMENTATI

Le varietà pigmentate restano un comparto di nicchia, strettamente legato a specifiche filiere. Nel complesso si osserva un incremento del +4,5%, ma con andamenti molto diversi tra risi rossi e risi neri: i rossi risultano in aumento (+172%), mentre i neri calano (-24%). In ogni caso, si conferma una logica di produzione fortemente legata a ciò che il mercato è in grado di assorbire.

CONSIDERAZIONI FINALI

Anche per la campagna 2026 si conferma una dinamica ormai ricorrente: il risicoltore tende a privilegiare le varietà dotate di tecnologie di tolleranza agli erbicidi e a orientarsi verso quei gruppi che hanno espresso la PLV più elevata nella campagna precedente.

Resta però consigliabile mantenere una visione più ampia nella scelta varietale, considerando non solo prezzo e comodità di gestione, ma anche aspetti agronomici fondamentali quali resistenza alle malattie, capacità produttiva, gestione delle infestanti, ciclo e adattamento ai differenti areali. È infatti l’equilibrio tra questi fattori a rendere più solide e sostenibili le scelte di semina nel medio periodo.

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