SONDAGGIO RISO: ETTARI STABILI

Corteva DISERBO

Risicoltura italiana 2026: come ogni anno, Corteva Agriscience, in collaborazione con AGREvolution srl, ha condotto un sondaggio. L’indagine ha coinvolto 396 aziende agricole, rappresentative di circa il 19,5% della superficie risicola nazionale.

Superficie a riso 2026: stabilità a livello nazionale

Le interviste si sono svolte tra il 10 gennaio 2026 e il 10 febbraio 2026, coinvolgendo aziende distribuite su tutto il territorio nazionale. Il periodo di indagine è stato volontariamente posticipato rispetto agli scorsi anni per cercare di avere un quadro più preciso sulle superfici seminate a riso per la nuova campagna. Nonostante ciò, è opportuno considerare che fattori quali l’andamento climatico, i prezzi di mercato, la disponibilità di sementi di riso o di colture alternative potrebbero determinare variazioni rispetto alle intenzioni di semina dichiarate dagli agricoltori, così come nelle tecniche di coltivazione. 

Dai risultati dell’indagine emerge per il 2026 una sostanziale stabilità della superficie risicola nazionale, con una variazione stimata pari a –0,3% rispetto al 2025. La superficie complessiva coltivata a riso è stimata intorno a 233.951 ettari.

Dopo l’incremento di superficie verificatosi nelle scorse campagne assistiamo ad un apparente consolidamento in termini generali, malgrado i prezzi medi del risone siano molto inferiori rispetto alla media della scorsa campagna. Questa stabilità apparente delle superfici coltivate a riso, nasconde però movimenti importanti a livello di tecnologia varietale, come vedremo in seguito.

Come si semina il riso in Italia nel 2026

Per quanto riguarda le tecniche di semina, la distribuzione prevista mostra una sostanziale continuità con la campagna precedente. La semina interrata a file rimane la tecnica più diffusa, con una quota stimata pari al 58% della superficie, mentre la semina tradizionale in acqua si attesterebbe attorno al 42%.


Grafico 1 – Variazione della superficie a riso per tecnica di semina (2026 vs 2025)

Secondo le dichiarazioni raccolte nel sondaggio sulla risicoltura italiana 2026, le superfici risultano in aumento nelle province di Alessandria, Cosenza, Modena, Rovigo e Verona, mentre si mantengono sostanzialmente stabili nelle province di Grosseto, Milano, Pavia, Siena e Vercelli.

Al contrario, una contrazione delle superfici viene segnalata nelle province di Biella, Ferrara, Lodi, Mantova, Novara, Oristano e Vicenza.

Questo quadro conferma come l’andamento della risicoltura italiana continui a essere influenzato da dinamiche locali, legate sia alla disponibilità idrica sia alla redditività relativa rispetto ad altre colture.

Tecnologie varietali: uno scenario che cambia

Per la campagna 2026 si nota un cambiamento significativo nella distribuzione delle tecnologie varietali, che rafforza un trend iniziato nel 2025.

Le varietà convenzionali mostrano un aumento molto marcato, con una crescita stimata pari al +17,1% rispetto all’anno precedente.

Parallelamente si registra un calo importante delle varietà tolleranti all’imazamox, per le quali si prevede una riduzione del –11,6%.

In flessione, seppur in misura più contenuta, risultano anche le tecnologie basate sulla tolleranza agli erbicidi cicloxydim o quizalofop, con una variazione stimata pari a –3,2%.


Grafico 2 – Variazione della superficie a riso per tecnologia (2026 vs 2025)

Nonostante la superficie complessiva a riso risulti sostanzialmente stabile, così come la ripartizione tra le tecniche di semina, l’elemento più evidente per la risicoltura italiana 2026 emerso dall’indagine è rappresentato dal forte ritorno delle varietà convenzionali.

Questo fenomeno si può interpretare come un segnale della ricerca, da parte dei risicoltori, di maggiori opportunità che le varietà convenzionali offrono rispetto alle tecnologie tolleranti disponibili. Dall’indagine emerge che i parametri maggiormente considerati dal risicoltore durante la scelta varietale sono tolleranza alle malattie fungine, produttività, qualità (prezzo di mercato) e, nel caso di confronto con varietà imi-tolleranti, anche la precocità, che permette una miglior gestione delle malerbe.

Dalla scelta varietale alla gestione delle infestanti

Prendendo spunto da quest’ultima considerazione, passiamo ora ad analizzare l’andamento delle applicazioni di falsa semina e pre-emergenza nella scorsa campagna.

Dopo un 2024 fortemente condizionato dal meteo, la primavera 2025 è risultata più semplice da gestire: nonostante temperature miti, piogge intermittenti e successiva accelerazione dello sviluppo vegetativo, i risicoltori hanno potuto scegliere la tecnica di semina più congeniale alle loro realtà aziendali ed operare in condizioni favorevoli, pur con finestre di intervento compresse rispetto a un’annata normale.

Il messaggio tecnico che Corteva vuole trasmettere osservando la risicoltura italiana 2026 è chiaro: la partenza è decisiva. L’adozione di una falsa semina e del pre-emergenza va programmata in funzione della tecnica di semina e della flora infestante.

La falsa semina, per la semina tradizionale in acqua, è risultata più agevole rispetto al 2024. Dalla metà di aprile in poi, le temperature miti hanno favorito l’emersione delle infestanti. In questo ambito, Exoset 240 EC, a base di clethodim, si conferma una soluzione valida per il controllo di tutte graminacee in risaia, in particolare crodo e giavoni, sia su varietà convenzionali sia su quelle tolleranti.

I suoi principali punti di forza sono efficacia e selettività, confermate anche nei dati raccolti con l’indagine svolta nel 2025, da cui emerge un livello di soddisfazione pari a 4,3/5. Rilevante anche la possibilità di seminare dopo 5-7 giorni dal trattamento, aspetto utile per una maggior flessibilità o quando le semine sono molto ritardate.

MASSIMO RISULTATO

Il massimo risultato si ottiene sgrondando la risaia prima dell’applicazione, attendendo almeno tre giorni prima di reimmettere acqua e soprattutto non miscelando Exoset con altri prodotti, per non comprometterne l’efficacia, fatta eccezione per lo specifico bagnante Codacide.

Per il diserbo di pre emergenza, la soluzione consigliata da Corteva è Alcance SyncTEC, miscela pronta di clomazone e pendimetalin, che nel 2025 ha registrato tra i risicoltori un livello di soddisfazione pari a 4,7/5. I suoi principali punti di forza sono selettività e persistenza, a cui si aggiungono flessibilità tecnica, costanza di risultato e minore esposizione dell’operatore, favorita dalla formulazione. L’elemento distintivo di Alcance SyncTEC resta la doppia microincapsulazione. Anche nel 2025 ha mostrato un buon comportamento sia nei terreni più sciolti, sia in quelli più compatti o soggetti a ristagno. 

Falsa semina e pre-emergenza non si sovrappongono, ma rispondono a esigenze tecniche diverse, seppur con finalità comuni. Corteva consiglia l’impiego di Alcance SyncTEC ed Exoset su tutte le varietà e ibridi di riso, sia convenzionali che IMI o ACCase tolleranti, al fine di ridurre la pressione e la scalarità di nascita delle infestanti, oltre a contenere il rischio di insorgenza di resistenze.

Exoset 240 EC e Alcance SyncTEC fanno parte della linea di soluzioni tecniche inserite nel programma Crescere di Corteva, pensato per supportare il risicoltore fin dalle prime fasi della coltivazione.

Nel prossimo articolo verrà analizzato l’andamento del mercato risicolo in relazione alle intenzioni di semina dichiarate dagli agricoltori, con un approfondimento specifico sui diversi gruppi merceologici.

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