Martedì pomeriggio la borsa di Milano si è chiusa con le quotazioni rimaste del tutto invariate, evitando anche gli allineamenti ai cali visti in precedenza a Mortara e Vercelli. Venerdì mattina, invece, la nuova seduta in Lomellina ha portato alla pubblicazione di alcuni ribassi a listino. I cali coinvolgono anche i tondi, in particolare Selenio, mentre le altre voci del comparto restano invariate ma nominali come accaduto a Vercelli (LEGGI). La domanda si mantiene sostanzialmente assente ai valori ufficiali per molte varietà e l’offerta cresce sotto il peso delle giacenze elevate. (Ma c’è una novità)
CALI DIFFUSI, ANCHE PER I TONDI
Il quadro complessivo è descritto dagli operatori con toni inequivocabili: mercato paralizzato, domanda inesistente, offerta pressante e disorientata. Un contesto che segue quello descritto nelle ultime analisi, che protraendosi porta come detto a nuovi ribassi. Iniziano a vedersi segni – anche per i tondi, dinamica figlia in parte delle ampie superfici investite per queste varietà nella nuova campagna. Nel dettaglio, Selenio scende a 62,5 €/q lordi, mentre le altre voci dei risi tondi restano invariate ma nominali, con una domanda assente ai valori ufficiali.
Cali si registrano anche per Sunrose, a 33 €/q lordi (34 nelle altre sedi), per il gruppo Sant’Andrea/Gloria che approda ufficialmente a 35 €/q lordi e per Vialone Nano e similari, scesi a 45 €/q lordi. I similari di Carnaroli perdono terreno anche a Mortara, sia pure in misura più contenuta rispetto a quanto già visto martedì a Vercelli, attestandosi a 62,5 €/q lordi.
Sul fronte dei trasferimenti (VEDI), i dati settimanali propongono un ritmo lievemente deficitario, con 27.445 tonnellate movimentate in 7 giorni. Un volume insufficiente a riassorbire le elevate giacenze accumulate. L’unico segnale positivo proviene dalle varietà da export, composte quasi interamente dai risi in griglia Ribe. Queste mostrano un collocamento superiore rispetto alla passata campagna che, tuttavia, avviene a valori tuttora al di sotto della remuneratività per i produttori. In presenza di un probabile calo nelle semine di queste varietà, non è irragionevole attendersi qualche correzione positiva in futuro.
COPPO: «DI QUESTO PASSO LA SUPERFICIE A RISO CALERÀ»
Sul fronte politico-commerciale si consuma un ultimo tentativo per evitare il peggioramento strutturale delle condizioni competitive per il riso europeo. Copa-Cogeca e Confagricoltura hanno inviato una lettera formale (LEGGI) agli ambasciatori del COREPER II, chiedendo di non avallare il testo di compromesso sull’accordo SPG, giudicato del tutto insufficiente a tutelare il settore risicolo comunitario. Benedetto Coppo, presidente di Confagricoltura Vercelli-Biella, commenta con realismo tale iniziativa: «È un ultimo tentativo ed era giusto provarci. Vedremo se gli Ambasciatori si opporranno ad una decisione già condivisa su più livelli. Può darsi che i rappresentanti dei Paesi con una produzione risicola significativa possano influenzare il ragionamento e la presa di posizione degli altri. Vedremo. (Stai prendendo le contromisure per fermare i nemici del riso?)
Sul fronte del mercato, speravo che i tondi cedessero non a maggio ma a luglio. Invece, si sono già registrati i primi ribassi. Credo che questa tendenza si svilupperà ancor di più tra la fine dell’estate e l’inizio del nuovo mercato, alla luce del forte aumento delle superficie seminate con varietà tonde. In generale, le riserie affermano di faticare a smaltire il prodotto, forse anche a causa di un prezzo sullo scaffale che resta maggiore rispetto ai prodotti sostitutivi.
In questo contesto, le prospettive per la prossima campagna non lasciano spazio all’ottimismo. Se si prosegue in questa direzione vedremo sicuramente una riduzione delle superfici a riso nel 2027. Dal mio punto di vista, una soluzione strutturale non può che passare per una filiera più integrata. Bisogna che tutti gli attori si siedano allo stesso tavolo e che si organizzi meglio la produzione. Vanno coinvolti tutti, compresa la GDO, che fino ad oggi è rimasta fuori dal ragionamento. È una strada difficile, ma inevitabile.» Autore: Ezio Bosso

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