GRAZIE PAC

risicoltori

Seduta invariata a Mortara, come già accaduto martedì a Vercelli (LEGGI). La Borsa di Milano registra invece allineamenti di lieve entità, in scia alle variazioni già osservate nelle settimane precedenti nelle altre piazze, e mantiene le quotazioni dei gruppi Baldo e Sant’Andrea su livelli superiori rispetto alle altre sedi. Il mercato si mostra fiacco, con pochi scambi in sala di contrattazione e trasferimenti che rallentano. Nell’ultima rilevazione settimanale (VEDI) sono state movimentate appena 22.190 tonnellate. Un dato che contribuisce a tenere le giacenze complessive su livelli nettamente superiori a quelli dei tre anni precedenti.

I COMPRATORI SI FERMANO, LA PAC PORTA BUONE NOTIZIE

I listini non si muovono, ma l’umore del mercato è cambiato. Le tendenze rialziste viste nelle settimane precedenti sono scomparse. Anche i lunghi A da parboiled, richiesti martedì, hanno registrato venerdì uno stop della domanda a 38 €/q lordi. I lunghi B proseguono nel momento calante iniziato una settimana fa. Le riserie hanno continuato ad acquistare gli “indica”, ma solo a condizione che l’offerta accettasse prezzi inferiori, con la soglia dei 35 €/q lordi che si è rivelata difficilmente superabile. L’interpretazione più accreditata tra gli operatori, già citata nelle analisi precedenti, è che l’industria, dopo gli acquisti sostenuti delle ultime settimane, abbia temporaneamente saturato le proprie esigenze. Ora le riserie si trovano in una posizione di attesa, con il tempo dalla propria parte per valutare le mosse dell’offerta.

Il resto del listino rimane sostanzialmente calmo. Il Carnaroli appare l’unico comparto con una buona domanda, soprattutto quando il prodotto è di qualità. Difficoltosa la situazione per Baldo e Roma, mentre sull’Arborio si registra un lieve calo di interesse rispetto alle settimane scorse. Stazionari i tondi.

Arrivano invece segnali positivi sul fronte della politica agricola. Il 15 aprile AGEA ha pubblicato la circolare sui saldi definitivi degli aiuti PAC 2025. Il sostegno accoppiato per il riso è stato fissato a 370,11 €/ha, il massimo consentito dalla normativa vigente. Sul fronte europeo, la Commissione Bilancio del Parlamento UE ha adottato il proprio mandato negoziale sul prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, chiedendo 433 miliardi di euro per la PAC. Sono ben 139 miliardi in più rispetto alla proposta della Commissione europea, che prevedeva un taglio del 20%.

COLDIRETTI A BRUXELLES PER LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

«A Mortara oggi niente di nuovo sui listini, ma la situazione di fondo è delicata», esordisce Giovanni Comello, rappresentante di Coldiretti in Commissione prezzi a Mortara. «Il Carnaroli tiene e rimane ricercato quando il prodotto è di qualità. Le note dolenti arrivano dai gruppi “indica” e tipo Ribe, dove la domanda si è rarefatta e si mostra meno disponibile in termini economici. Questo ha fatto rientrare i lievi rialzi visti e sperati nelle settimane precedenti. Vi sono poi i gruppi Baldo e Roma, che continuano a faticare in un modo inaspettato e decisamente penalizzante per noi produttori. Vedere questi risi a 35 €/q lordi dopo i 70-80 della scorsa campagna semplicemente non esiste. Il gruppo Arborio registra una lieve flessione nell’interesse degli acquirenti, mentre sui tondi ritengo che la parte più consistente degli scambi stagionali sia già stata conclusa.

Il quadro economico per i risicoltori si presenta attualmente molto sotto pressione. Tra l’aumento del costo delle sementi, del gasolio e dei concimi, a 35 €/q lordi diventa impossibile fare reddito, in tutte le condizioni aziendali. Chi si sia esposto economicamente negli ultimi anni, alla luce di mercati più remunerativi di quello in corso, si trova già oggi con una sostenibilità economica aziendale compromessa».

Sullo sfondo si avvicina una scadenza politica cruciale. Il 28 aprile il Parlamento europeo è chiamato ad adottare in via definitiva l’accordo di trilogo sulla clausola di salvaguardia per il riso. Coldiretti e Filiera Italia hanno incontrato nei giorni scorsi i deputati italiani di tutti i gruppi parlamentari, per sostenere emendamenti che riducano le quantità di riferimento che fanno scattare il meccanismo. Questo senza intaccare l’automatismo della clausola, considerato un risultato negoziale irrinunciabile. «In Emilia-Romagna – afferma Luca Cotti, presidente di Coldiretti regionale – la risicoltura è pienamente esposta alle dinamiche internazionali e alle distorsioni del mercato, a partire dall’aumento delle importazioni a dazio agevolato. Servono strumenti realmente efficaci e duraturi». Autore: Ezio Bosso

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