SI RIVEDE LA DOMANDA

produzione

Si chiudono le ultime sedute di borsa del 2025 senza l’emissione del listino a Mortara (di seguito vi proponiamo un listino ipotetico senza variazioni) e con Milano che resta invariata su prezzi che continuano ad essere maggiori rispetto alle altre piazze. Anche venerdì mattina in Lomellina si conferma la ripresa della domanda già registrata martedì a Vercelli (LEGGI). Un segnale incoraggiante per un mercato che, pur senza scossoni nelle quotazioni, mostra un rinnovato dinamismo sul fronte degli scambi. Il tutto in un contesto europeo reso più teso dalle proteste degli agricoltori esplose giovedì a Bruxelles, che riportano al centro del dibattito il tema delle politiche agricole e commerciali.

SI CONFERMA LA BUONA DOMANDA DI INIZIO SETTIMANA

Dal punto di vista dei prezzi, il mercato conferma livelli più o meno in linea con quelli delle ultime settimane. Tuttavia vi è una differenza sostanziale: il numero degli acquirenti e la varietà dei risoni trattati risultano decisamente in aumento. Un segnale che indica un miglioramento del clima commerciale, sostenuto anche da trasferimenti tornati vicino alle 30mila tonnellate nell’ultima settimana (VEDI). Un ritmo di collocamento considerato ottimale e che rappresenta una buona notizia per l’intero comparto.

In questo quadro relativamente positivo, il risone che continua a soffrire maggiormente dal punto di vista della domanda resta il CL 145. Per questa varietà, rappresentativa del gruppo Roma, non si registrano acquirenti ai 45 €/q lordi a listino, con offerte attorno ai 40. Distanza di 5 €/q tra listino (65 €/q lordi) e prezzo ottenibile allo scambio (60 €/q lordi) per il gruppo Arborio ed i similari di Carnaroli, con l’eccezione di Caravaggio. Per gli altri comparti il riferimento allo scambio è quanto proposto nel listino di Mortara.  

Sul fronte dei contratti di coltivazione, proposto un contratto per le semine 2026 relativo alle varietà Araldo e Omega. Le condizioni prevedono, per entrambe le varietà, 44 €/q lordi con ritiro a raccolto e pagamento al 23 dicembre 2026, oppure 45 con ritiro libero e pagamento sempre al 23 dicembre 2026. Gli interessati sono invitati a comunicare quanto prima le quantità con cui intendono aderire, poiché il compratore si riserva la facoltà di chiudere le adesioni senza preavviso.

DAL MERCOSUR SI LIMITINO LE IMPORTAZIONI DI RISO LAVORATO E SEMI-LAVORATO

Le proteste degli agricoltori tornano intanto a far sentire la propria voce a Bruxelles, dove giovedì migliaia di manifestanti si sono riversati nelle strade attorno al Parlamento europeo. Le tensioni, sfociate in scontri nelle aree limitrofe alle istituzioni europee, riflettono un malessere diffuso legato alle politiche agricole comunitarie ed all’accordo commerciale Ue-Mercosur, in cui mancano le giuste tutele di reciprocità pre i produttori. Nell’ultima analisi, grazie ai report ottenuti dalla World Rice Conference di Pattaya, in Thailandia, vi abbiamo spiegato quanto sia il riso dedicato all’esportazione prodotto da questi Paesi e come per l’Europa sia destinato il riso parboiled e integrale “in funzione degli standard normativi sui fitofarmaci” (“depending on pesticide regulation standards”).

Come già spiegato, quando il prodotto arriva già lavorato diventa estremamente difficile verificare se, nelle fasi di coltivazione, siano stati utilizzati fitofarmaci o principi attivi vietati agli agricoltori italiani ed europei, con evidenti distorsioni competitive. In questo contesto, una limitazione all’importazione di riso lavorato e semilavorato, magari analoga a quella ottenuta nel 2019 per Cambogia e Myanmar, slemberebbe poter essere una soluzione almeno dal punto di vista risicolo. 

VIETNAM VERSO L’ALTA QUALTÀ

Nel frattempo, noi chiudiamo la nostra analisi dei report presentati alla World Rice Conference di Pattaya. L’ultimo report che abbiamo ottenuto è quello della Vietnam Food Association (VEDI il documento completo). In questo documento il quadro delle esportazioni di riso vietnamita evidenzia solidi fondamentali ma anche rischi crescenti. Nel 2025 il volume export è atteso intorno agli 8 milioni di tonnellate, con un prezzo medio che si mantiene sopra i 500 USD/tonnellata, segnale di una posizione di mercato ancora stabile e competitiva nonostante il contesto globale meno favorevole.

La strategia di lungo periodo dal Paese asiatico punta a un progressivo upgrading qualitativo dell’offerta, con una crescente incidenza di riso aromatico, riso speciale e varietà di alta qualità, in grado di aumentare il valore unitario delle esportazioni. La stabilità delle materie prime e della produzione garantisce continuità nell’offerta, mentre l’implementazione del progetto “One Million Hectares of High-Quality, Low-Emission Rice” conferma l’impegno verso una produzione più sostenibile. Tuttavia, condizioni climatiche sfavorevoli legate alla La Niña, il calo dei prezzi globali del riso, l’abbondante offerta dei principali Paesi produttori e gli aggiustamenti delle politiche di importazione in mercati chiave come Filippine e Indonesia esercitano una pressione significativa su prezzi, volumi e margini, delineando uno scenario di opportunità bilanciate da sfide strutturali. Autore: Ezio Bosso

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