LA MORTE DEL MARE A QUADRETTI

foto aerea_risaie Lomellina_Giotto Droni

Sfiderei chiunque a percorrere in questi giorni le strade delle tre principali province risicole italiane (Vercelli, Novara, Pavia) per immortalare quello che per anni si è chiamato “il mare a quadretti”. Ormai il nostro territorio si presenta come ogni altro della pianura padana e il nostro unico e caratteristico paesaggio sta lentamente scomparendo.

La percentuale di semina a file interrate ha ormai superato quella a semina convenzionale in acqua su tutti i territori piemontesi e lombardi con conseguenze che prevedo sempre più evidenti e sicuramente non positive per le aziende risicole. (Stai prendendo le contromisure per fermare i nemici del riso?)

Purtroppo quanto accaduto qualche anno fa con la grande siccità non ci ha insegnato a gestire correttamente l’acqua di irrigazione, anzi, stiamo aumentando tecniche che comportano un utilizzo concentrato dell’acqua con conseguenze molto pericolose.

NEVICATE CONCENTRATE IN FEBBRAIO E MARZO

Anche questo inverno le precipitazioni nevose in quota non sono state abbondanti, si sono viste buone nevicate nei mesi di febbraio/marzo che hanno portato a discrete portate su fiumi e canali nei primi mesi dell’anno. Questo fattore avrebbe dovuto indurre i risicoltori a sfruttare l’acqua quando disponibile allagando le risaie e predisponendole alla semina convenzionale in acqua. Invece questo bene prezioso è finito in “discarica” e non sarà mai più disponibile vista la totale assenza di bacini di contenimento. Questo è dovuto anche alle tempistiche di rilascio dell’acqua da parte dei distretti irrigui, sempre troppo tardive.

Nessuno mette in discussione la comodità e la velocità della tecnica di semina interata ma ci dobbiamo rendere conto che non possiamo ridurre tutta la risicoltura a questa tecnica, problematica già evidenziata anche dai dirigenti dei distretti irrigui che prevedono enormi difficoltà quando si dovranno sommergere tutte le risaie e contemporaneamente irrigare tutta la superficie seminata a mais.

CRITICITA’ SEMINA INTERRATA

Alcune conseguenze dell’utilizzo di questa tecnica sono ormai evidenti in territori come la Lomellina che la applicano da anni; la prima è legata alla sempre maggiore difficoltà nel controllo delle infestanti soprattutto ciperacee. Gli agrofarmaci registrati sulla coltura del riso sono studiati per essere distribuiti in determinate condizioni di terreno e la successiva gestione dell’acqua è fondamentale per la loro riuscita. L’applicazione su infestanti non in assorbimento e la mancanza di acqua per la successiva sommersione determina un drastico calo della percentuale di efficienza dell’agrofarmaco, con conseguente aumento di infestanti resistenti. Anche nella semina convenzionale abbiamo problematiche di gestione delle alisme ma negli ultimi anni qualche agrofarmaco specifico ha aiutato nel contenimento di questa infestante.

Altro aspetto da sottolineare è la presenza sempre più costante del vento nei nostri territori, vento che quando incontra camere enormi livellate perfettamente porta alla perdita di tonnellate di terreno fertile.

Ultima considerazione, legata al mio lavoro quotidiano, è l’enorme rischio di perdita del premio accoppiato del riso vista l’attuale gestione della coltura. Ricordo che il premio non viene assegnato al riso ma alle colture “sommerse per la maggior parte del ciclo colturale”; fattore che oggi in molte risaie non viene più rispettato andando fondamentalmente a cicli di bagnature. I satelliti oggi utilizzati per i controlli AMS (bandierine rosse) riescono facilmente a individuare un terreno sommerso da uno asciutto quindi, questo controllo potrebbe diventare facilmente eseguibile.

Lavorando da anni su riso e ritenendolo una delle più belle colture, vista la sua unicità legata alla gestione dell’acqua, mi sento di portare alla vostra attenzione l’enorme rischio che la risicoltura sta correndo. Dobbiamo capire che il premio accoppiato riso viene erogato per rifocillare le falde sotterranee, per dare dimora e nutrimento agli uccelli migratori, per evitare la desertificazione….tutti fattori che stiamo bellamente trascurando! (Stai prendendo le contromisure per fermare i nemici del riso?)

IDEE E PROGETTI PER LA CONSERVAZIONE DELL’ACQUA

Nel 2028 inizierà un nuovo ciclo di Politica Agricola Comune, credo che tutti i portatori di interesse si debbano attivare per rendere le aziende sempre più consapevoli della strada imboccata, si devono trovare accordi utili all’ottimizzazione della risorsa idrica oppure il futuro della risicoltura e dei suoi contributi potrebbe essere a rischio. Associazioni e Enti che dicono di rappresentare e tutelare le aziende agricole devono utilizzare il loro peso politico e istituzionale per pianificare la risicoltura del futuro.

Si deve creare più sinergia tra le aziende e si devono mettere sul tavolo idee e progetti volti alla conservazione dell’acqua prima che sia troppo tardi, il rischio è la riduzione costante delle produzioni, l’aumento delle infestanti resistenti e la potenziale riduzione dei contributi PAC; se sommiamo questi fattori ai prezzi di mercato del risone e ai costi di gestione delle aziende rischiamo di creare una contingenza molto molto rischiosa per un settore chiave per il nostro territorio. Autore: Fabio Lanfranchini – Studio Pulsar

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