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«NON È CRESCIUTO SOLO IL PREZZO DEL SEME»

da | 27 Feb 2025 | NEWS

Minoia

Caro Direttore di Risoitaliano, leggo sull’articolo di venerdì, che il premio accoppiato verrebbe totalmente assorbito dall’aumento del costo delle sementi. Sulle conclusioni del rapporto dell’Associazione laureati in scienze agrarie di Vercelli non siamo d’accordo: con troppa facilità si ripropone il consueto cliché che punta il dito sui sementieri il cui ruolo sembra sempre più ridotto a quello di meri insaccatori di granella. Così non è.

COSTI DI ENERGIA, FERTILIZZANTI E MACCHINARI

Premesso che la variabilità del sistema riso, in termini di ettarati aziendali, varietà impiegate e marginalità proprie dell’azienda agricola, ci pare un azzardo sostenere che il grosso del problema sembra risiedere proprio nel nostro settore. A maggior ragione che l’articolo ammette in premessa che i costi di fertilizzanti e macchinari, cui aggiungiamo quelli energetici, di manodopera e quant’altro, debbano essere tenuti in debita considerazione.

PAGARE L’INNOVAZIONE ANCHE NEL SEME

Ma ciò premesso, vorrei ricordare ancora una volta, in quanto evidentemente ce n’è bisogno, che da un lato si invoca la ricerca e lo sviluppo di nuove varietà, dall’altro non si è disposti a pagare l’innovazione.

Che sia chiaro: in me non vi è nessuna intenzione di fare polemica, il costo del seme certificato è certamente cresciuto, proprio perché ha come base di partenza il prezzo della materia prima. A questi costi vanno aggiunti: il premio al moltiplicatore, le operazioni di epurazione delle varietà in campo, la certificazione ufficiale, prima in campo, poi in laboratorio, infine per il rilascio dei cartellini. E ancora, lo stoccaggio differenziato, il confezionamento, la concia, la movimentazione, l’insacco, le royalties da riconoscere al costitutore, se dovute. Senza dimenticare l’ammortamento degli investimenti, l’attività di ricerca (minimo 10 anni) e nessuna certezza che la nuova varietà abbia il successo sperato. Infine, il margine operativo che tutte le attività produttive hanno come obiettivo.

FARE FILIERA!

Personalmente credo che sia davvero giunto il momento di smettere di parlare di filiera e di iniziare a fare filiera! E da dove si parte per una vera filiera se non dal seme certificato che deve essere sinonimo di qualità non solo per i nostri clienti ma per tutta la ”filiera”. Autore: Carlò Minoia, Assosementi

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