COLDIRETTI RINNEGA LA LEGGE SUL RISO?

riso classico

Sono anni che la Coldiretti di Pavia promuove la produzione del Carnaroli in purezza. Tuttavia, finora non aveva mai contestato la legge sul mercato interno e non aveva mai demolito quella “sua” invenzione che è il riso classico. Non lo ha fatto intenzionalmente neppure stavolta, ma ha organizzato una degustazione pubblica. L’obeittivo è mettere a confronto il principe dei risi con le varietà similari… ed è scoppiato il finimondo sui social. Merito, o colpa, di una ricercatrice e di un giornalista.

La prima, invitata da Coldiretti, sta lavorando su uno studio presentato nell’ambito dell’evento “Il chicco giusto, esperienza tra Carnaroli e varietà similari”, che porta al confronto ai fornelli tra Carnaroli e similari. Il secondo è Attilio Barbieri (nella foto grande), che sta preparando un libro sullo stesso tema e che, prendendo le mosse dall’evento Coldiretti Pavia, è riuscito a dimostrare, come riferisce lui stesso su Libero, che il Carnaroli è vittima di un “furto d’identità”. Naturalmente Coldiretti Pavia nega di aver preso una posizione diversa da quella che condusse l’organizzazione a sostenere la legge sul mercato interno, accusata di “furto” da Attilio Barbieri, invitato a intervenire all’evento Coldiretti in qualità di “grande esperto di riso” come lo identifica la stessa Coldiretti nel comunicato finale, che quindi condivide ciò che il giornalista ha insegnato agli allievi.

Ma ecco il testo integrale del comunicato stampa della federazione e l’articolo di Libero del giorno 12 ottobre, in modo che i risicoltori possano valutare se esista una volontà politica dell’organizzazione agricola di scaricare la legge sul mercato interno. Peraltro in un momento di mercato tesissimo….

COMUNICATO STAMPA DI COLDIRETTI

«Imparare a riconoscere il Carnaroli originario e a distinguerlo dai suoi “fratelli” più moderni, individuandolo sia nel piatto che sullo scaffale. Per celebrare gli 80 anni del “re dei risi”, Coldiretti Pavia ha organizzato una masterclass che si è svolta questa mattina al Mercato Coperto di Campagna Amica in viale Golgi 84 a Pavia.

In occasione dell’80° anniversario del riso Carnaroli, infatti, Coldiretti Pavia ha messo a confronto la varietà originaria con quelle più moderne. Gli iscritti alla masterclass hanno potuto seguire diverse degustazioni comparative di tre tipologie di riso (il Carnaroli Classico pavese e due suoi similari, il Caravaggio e il Leonidas CL), assaggiandole sia in bianco sia in altrettanti risotti preparati con ciascuna varietà. I partecipanti alla degustazione hanno poi compilato un questionario anonimo, per raccogliere le impressioni dei consumatori e verificare se il palato riconosce la superiorità del Carnaroli Classico rispetto ai suoi derivati.

COMUNICATO STAMPA: GLI 80 ANNI DI CARNAROLI

Non tutti, infatti, sanno che oggi possono essere legittimamente commercializzate con il nome di “Carnaroli” anche altre varietà similari, derivate nel corso degli anni dal riso selezionato originariamente nel 1945 e di cui si celebrano quest’anno gli 80 anni dalla nascita. Questa varietà storica si distingue dalle altre grazie all’indicazione “Carnaroli Classico” o anche “Carnaroli da Carnaroli Pavese” riportata sulle confezioni, e mantiene le caratteristiche genetiche originali. Le varietà più moderne come Caravaggio e Leonidas sono state sviluppate per migliorare alcuni aspetti agronomici (maggiore resistenza alle malattie, alle avversità climatiche o agli erbicidi), ma presentano differenze organolettiche che l’evento organizzato questa mattina da Coldiretti Pavia al Mercato Coperto di Campagna Amica ha permesso di scoprire.

COMUNICATO STAMPA COLDIRETTI: L’INTERVENTO DI SILVIA GARAVAGLIA

«Il Carnaroli Classico non è soltanto una varietà di riso: è un patrimonio storico e culturale del nostro territorio che merita di essere preservato e tramandato – sottolinea Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – Questa masterclass si inserisce nel ricco calendario di iniziative che Coldiretti Pavia ha organizzato e continuerà a organizzare fino alla fine dell’anno per celebrare l’ottantesimo anniversario di questa varietà di pregio, con l’obiettivo di difenderne l’autenticità e di contrastare la confusione che rischia di confondere i consumatori».

L’evento-degustazione “Il chicco giusto” è organizzato da Coldiretti Pavia in collaborazione con la studentessa del corso di laurea in “Agri-Food and Sustainability” dell’Università di Pavia Monica Bramini, e rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra mondo agricolo, ricerca accademica ed educazione alimentare: i dati raccolti durante la degustazione, infatti, contribuiranno a uno studio sulle percezioni dei consumatori riguardo alle diverse varietà risicole. Alla masterclass ha partecipato anche il giornalista e grande esperto di riso Attilio Barbieri, mentre i risotti degustati prima dai partecipanti alla masterclass e poi da tutti i clienti del Mercato Coperto di Campagna Amica a Pavia sono stati cucinati al momento dalle cuoche contadine Renata Laria (N’Uovo agriturismo di Cassolnovo) e Donatella Quaroni (Tenuta Borgolano di Montescano)».

ARTICOLO DI LIBERO

«Il bancone del riso al supermercato è un florilegio di colori e di slogan accattivanti. Fra prodotti che si presentano come «ideali per risotto», risi multicolori e chicchi che ammiccano alle cucine orientali, spiccano comunque le varietà della tradizione alimentare italiana. Arborio ma soprattutto Carnaroli, con qualche variazione sul tema per Ribe, Sant’Andrea e Roma. Ma i pacchi che recano i nomi delle varietà tradizionali, in realtà, celano il più clamoroso furto d’identità che la storia centenaria dell’agroalimentare italiano annoveri. Mettendo nel carrello una confezione di Carnaroli abbiamo al massimo 2 possibilità su 10 portare a tavola il re dei risi italiani. Ed è tutto in regola. Tutto legale. Non c’è nulla che si possa contestare.

Ne ho parlato ieri alla degustazione “Il chicco giusto, esperienza tra Carnaroli e varietà similari” organizzata da Coldiretti Pavia in collaborazione con Monica Bramini, studentessa del corso di Agrifood all’Università di Pavia che sta lavorando a una tesi sul re dei risi italiani. Al centro dell’evento test gustativi di Carnaroli in purezza, Caravaggio e Leonidas, due dei suoi similari più diffusi, cucinati dagli agrichef di Campagna Amica. Il furto d’identità di cui è vittima il riso selezionato nel 1945 da Ettore e Angelo De Vecchi e che quest’anno compie ottant’anni, è possibile grazie al decreto legislativo 131 del 2017 che ha declassato le varietà tradizionali di riso – Carnaroli, Arborio, Sant’Andrea, Roma, Ribe, Vialone Nano – a mere denominazioni di vendita, creando dei gruppi varietali composti dalla varietà in purezza e dai suoi similari. Il riso puro sarà etichettato come “Classico”, i similari con la denominazione di vendita del gruppo varietale.

ARTICOLO DI LIBERO: GRUPPI VARIETALI

Per capirci Il Carnaroli Puro viene etichettato come Carnaroli Classico, i similari semplicemente come Carnaroli. Dunque, in base a questo principio, le scatole del “Classico” sarebbero le uniche a contenere davvero il Carnaroli perché le confezioni su cui compare la denominazione Carnaroli contengono in realtà uno dei suoi 15 similari. In pratica le cose sono ancora più complesse perché sono in circolazione pacchi di riso etichettati soltanto come Carnaroli che contengono il Carnaroli Puro.

Ad esempio nel caso del riso di Baraggia Biellese e Vercellese Dop e pure nel caso del riso del Delta del Po Igp che recano rispettivamente il bollino giallo-rosso dei prodotti a Denominazione d’origine Protetta (Dop) e il bollino giallo-blu dei cibi a Indicazione geografica protetta (Igp). Non basta. C’è pure il caso del Carnaroli da Carnaroli Pavese, prodotto in regime di qualità certificata da semente di Carnaroli in purezza. Infine c’è il caso del riso Carnaroli in purezza non certificato perché gli agricoltori che lo coltivano non hanno aderito al disciplinare del Carnaroli Classico.

Ma, tenetevi forte, non è finita qui. In barba alla classificazione introdotta dal decreto 131/2017 sono in commercio ben tre similari appartenenti al gruppo varietale del Carnaroli, ma etichettati e venduti con il vero nome delle tre varietà. Si tratta del Caravaggio, del Keope e del Karnak prodotti dalle aziende associate al Consorzio di tutela del riso del Delta del Po. Il decreto 131 vieta di vendere i similari con il vero nome della varietà, ma il riso Igp, come tutti i prodotti a indicazione geografica, è escluso dal campo di applicazione del decreto sull’etichettatura. Dunque, contando anche questi ultimi tre casi, le possibili etichettature del gruppo varietale del Carnaroli – espressione che mi fa venire la pelle di cappone solo a citarla – sono ventitré.

ARTICOLO DI LIBERO: BARRIERE COGNITIVE

La riforma del 2017, quella che ha introdotto il Carnaroli Classico, in realtà ha generato un sistema di etichettatura che rappresenta una potentissima barriera cognitiva, quasi impossibile da valicare anche per i consumatori più attenti. Io stesso ho impiegato mesi per capirne i meccanismi. E l’ho fatto soltanto perché stavo scrivendo un libro sugli ottant’anni del Carnaroli. Diversamente avrei desistito prima. Alla fine le etichette del Carnaroli sono tutte farlocche.

Nel caso dei i similari – vale a dire Caravaggio, Carnise, Carnise precoce, Carnaval, Caroly, Cartesio, Circe, CL 44, Karnak, Keope, Leonidas CL, MZA 11, Poseidone, Sibilla e Zar – si etichettano come Carnaroli varietà di riso di cui si sa poco o nulla, nemmeno le varietà progenitrici, sconosciute perfino all’Ente Nazionale Risi. Ma anche l’etichettatura del Carnaroli autentico è sbagliata perché è l’unico che dovrebbe essere messo in commercio con la denominazione Carnaroli.

Alla fine, il decreto 131 che ha riformato nel 2017 il mercato interno del riso, finisce per svolgere una funzione eminentemente assolutoria. Il divieto di etichettare con il loro vero nome i similari, elide per tutti i componenti della filiera che porta dal campo al bancone del supermercato una responsabilità soggettiva nella clamorosa falsificazione che punisce i risi della tradizione italiana».

Puoi seguirci anche sui social: siamo su facebook, e linkedin. Vuoi essere informato delle novità? Compila il modulo newsletter e whatsapp presente in home page. Se vuoi leggere ricette trovi tutto su http://www.risotto.us. Se coltivi anche grano leggi www.granoitaliano.eu.

Nuova ricerca

Iscriviti alla nostra Newsletter e al servizio Whatsapp!

Informativa sulla Privacy

Informativa sulla Privacy - WhatsApp

Cliccando "Accetto le condizioni" verrà conferito il consenso al trattamento dei dati di cui all’informativa privacy ex art. 13 GDPR. 

* Campo obbligatorio

Articoli correlati

ASCIUTTA IN VIETNAM
RIALZINO
BECCATE STA RIFORMA!
FRODE: PARLA FEDERBIO
FALDA IN DIFFICOLTA’
RIFINANZIARE IL DELTA DEL PO
FA ARROSSIRE LE RESISTENZE

Leggi anche: