E SE I PREZZI SALISSERO?

risicoltori

Le borse piemontesi di inizio settimana non registrano variazioni, con le quotazioni definite tutte nominali alla luce di un numero di scambi ridotto. A ridurre le contrattazioni, oltre alla consueta domanda debole, è un atteggiamento meno propositivo da parte dei venditori. L’esplosione del conflitto in Iran ha innescato un cauto ottimismo, con i potenziali aumenti del prezzo del petrolio, i possibili blocchi dei canali di navigazione cruciali per gli scambi est-ovest e i conseguenti rincari dei noli marittimi visti come fattori che nel medio-lungo termine potrebbero sostenere le quotazioni del risone. In questo contesto non trovano accoglienza i nuovi minimi proposti venerdì per il gruppo S. Andrea/Gloria e per i Lunghi B (LEGGI).

VENDITORI IN ATTESA, LISTINI FERMI

Il quadro generale resta quello di un mercato bloccato, con pochi scambi e compratori altrettanto cauti nell’esporsi. Sul fronte dei venditori, però, qualcosa è cambiato: gli sviluppi geopolitici legati al conflitto in Iran hanno modificato l’atteggiamento di chi ha merce da collocare, ora meno disposto a scendere a compromessi nella speranza che le tensioni internazionali si traducano presto in un sostegno alle quotazioni. Un cambio di postura che trova già un primo, timido riscontro nei fatti: per i Lunghi B tornano acquirenti disponibili ai 35 €/q lordi di listino, una cifra alla quale la scorsa settimana non si riusciva a vendere, come confermato dal calo a 34 €/q lordi registrato venerdì a Mortara. Per la maggior parte dei comparti, tuttavia, i prezzi che circolavano tra lunedì e martedì mattina restano invariati rispetto alla settimana scorsa.

I tondi si confermano a 55 €/q lordi, con Selenio fermo a 65 ma senza acquirenti. Sul fronte dei lunghi A, Kinder si attesta a 35-36 €/q lordi, con Ely che tende a spuntare qualcosa in meno. CL 007 e Unico si scambiano a 40 €/q lordi. Il gruppo Baldo resta pesante: CL 712 è discusso tra 35 e 40 €/q lordi, Cammeo tra 40 e 45, senza scambi significativi. Per i risotti, Carnaroli si conferma a 65 €/q lordi, i similari ed il gruppo Arborio a 55, tipo Roma 35. Il gruppo Vialone Nano scende a 50 €/q lordi. Per S. Andrea/Gloria il riferimento è 45 €/q lordi.

BRUSTIA: «L’EUROPA È MIOPE, IL COVID NON CI HA INSEGNATO NULLA»

«La situazione del mercato rimane difficile», afferma Manrico Brustia, responsabile Settore Riso e Irrigazione in Piemonte di Cia e consigliere di Ente Nazionale Risi. «Gli scambi sono pochi. L’unico comparto che continua ad andare bene è quello dei tondi, e in parte qualcosa si muove anche sul fronte dell’interno.»

Sull’impatto del conflitto in Iran, Brustia invita alla cautela: «È ancora presto per dire se avrà un effetto sul prezzo del riso, perché dipende da quanto durerà. Se dovesse protrarsi, potremmo vedere effetti simili a quelli già osservati sui prodotti energetici, un aumento dei noli e quindi dei costi dei container. Bisogna anche capire se sarà necessario modificare le rotte di navigazione o se ci saranno problemi di approvvigionamento da parte dei Paesi coinvolti. Una rivalutazione del dollaro, possibile effetto indiretto del conflitto, inciderebbe inoltre sui costi di importazione in Europa, rendendo il riso extraeuropeo più caro.»

La riflessione di Brustia si allarga poi a un tema strutturale: «Negli ultimi quattro o cinque anni i prezzi sono saliti soltanto a seguito di eventi estremi: il Covid, le guerre, la siccità, l’impennata dei noli. Questo ci dice qualcosa di preciso sull’Europa: è miope. Il Covid non ci ha insegnato nulla. In quel periodo avevamo riconosciuto il settore agroalimentare come strategico, salvo poi dimenticarcelo. Ora che i conflitti si moltiplicano, servirebbe un cambio di rotta nella mentalità europea, salvaguardare le produzioni interne, puntare all’autosufficienza.»

Un messaggio che Brustia porterà al Forum del Riso del 6 marzo, occasione di confronto tra i principali Paesi produttori europei: «Metteremo insieme una serie di azioni da sottoporre alla Commissione, a partire da una revisione della clausola di salvaguardia. L’importazione sta danneggiando l’intera filiera risicola europea.» Autore: Ezio Bosso

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