«La sostenibilità del settore risicolo europeo richiede una visione strategica fondata su tre pilastri chiari: l’opposizione ferma e strutturale agli accordi a dazio zero che espongono il mercato europeo a una concorrenza asimmetrica e permanente, il principio di reciprocità con gli altri Paesi e il rafforzamento dei contratti di filiera come strumento di stabilizzazione industriale»: l’ha detto il responsabile nazionale di Coldiretti del settore cerealicolo Emanuele Occhi al convegno vercellese dedicato al nostro prodotto nei giorni scorsi da Coldiretti Piemonte.
TROPPO RISO IMPORTATO A DAZIO ZERO
«I paesi asiatici come Cina (legata molto al mercato interno) e soprattutto India occupano la fetta più grande della produzione. E l’importazione nel nostro Paese proveniente dal sud-est asiatico dal 2009 sono passate da 9 a oltre 50 milioni di chili. Il 60% è entrato a dazio zero, annullando ogni possibilità di competizione sui costi per i nostri produttori. L’Europa, e di conseguenza l’Italia, hanno un ruolo decisamente in termini di quantità sulla produzione mondiale di riso, pari allo 0,6%. Al tempo stesso noi siamo gli unici che produciamo le eccellenze, il riso da risotto, le varietà Carnaroli, Baldo, Arborio, sono una nostra peculiarità che esportiamo in tutto il mondo» ha aggiunto il consigliere d’amministrazione dell’Ente Risi.
SITUAZIONE DEI PREZZI DISASTROSA
Al convegno “Riso: chicchi fragili in uno scenario complesso” sono intervenuti anche Cristina Brizzolari, Presidente di Coldiretti Piemonte, Fabio Tofi, Presidente di Coldiretti Novara-Vco e Roberto Guerrini, Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella. Ha moderato la serata il Direttore Luciano Salvadori. «La situazione prezzi è disastrosa – ha spiegato Guerrini – basti pensare che alcune varietà che hanno perso fino al 40% del valore con i costi di produzione che sono, invece, aumentati fino al 70% per fertilizzanti, energia e mezzi tecnici. Ma proprio per questo serve anche coesione tra noi agricoltori per cercare di tenere in piedi l’intero settore. Devono essere messi da parte gli individualismi per il bene dell’intera filiera». Per il Direttore di Coldiretti Novara-Vco Luciano Salvadori (in piedi nella foto) «serve una clausola di salvaguardia realmente automatica e tempestiva, riaprendo il trilogo a livello europeo e ridiscutendo le soglie ad ad oggi approvate, concrete tutele del reddito agricolo».
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