«ECCO PERCHE’ QUELLA CLAUSOLA NON VA»

riso

«L’intero settore concorda sulla necessità di fissare una soglia per l’attivazione della clausola di salvaguardia di 200.000 tonnellate (base riso lavorato) per le importazioni sotto i codici doganali 1006 10, 1006 20 e 1006 30, presi nel loro insieme, da assegnare ai paesi beneficiari del sistema in base agli andamenti storici delle importazioni».

LA PROPOSTA COPA COGECA

E’ il passaggio centrale del documento che il Copa Cogeca ha consegnato ai ministri dell’agricoltura dell’Ue e ai tecnocrati dell’Unione in occasione del consiglio agricolo Agrifish. L’obiettivo è arrestare le concessioni daziarie dell’Europa ai PMA, che stanno affossando il riso europeo, come dimostra l’andamento dei prezzi, che restano depressi malgrado il raccolto non sfavilli. «Il problema è la sommatoria di queste concessioni – spiega il vicepresidente del gruppo riso, Giovanni Daghetta – e una politica doganale europea che è un colabrodo.

I dazi in vigore non difendono più nulla, oscillando tra 145 e 175 euro a tonnellata (base lavorato) e incombono le concessioni al Mercosur… Come ha commentato anche il sottosegretario D’Eramo e lo stesso ministro Lollobrigida, la posizione danese porta a far scattare l’automatismo troppo tardi e ad una soglia di seicentomila tonnellate base lavorato che è centomila tonnellate più alta delle importazioni attuali. Insomma, oltre al danno, sarebbe una beffa e la clausola interverrebbe quando non ci sarebbe più niente da salvaguardare. Ecco perché siamo arrabbiati e mobilitati».

POSIZIONE COMUNE AGGIORNATA

Il testo presentato ai politici rappresenta la posizione unificata del settore risicolo dell’Unione Europea riguardo alla revisione del Regolamento sul Sistema di Preferenze Generalizzate (GSP) e alla proposta danese di istituire un meccanismo di salvaguardia automatico. Il settore, composto da rappresentanti della produzione e della trasformazione, concorda sulla necessità di fissare una soglia di 200.000 tonnellate (base riso lavorato) per l’attivazione della clausola di salvaguardia sulle importazioni.

Si evidenzia che qualsiasi aumento di tale soglia non dovrebbe superare il 5% per evitare di danneggiare il mercato europeo. Inoltre, si è deciso di respingere la clausola “de minimis” e si richiede che il meccanismo di salvaguardia rimanga in vigore fino alla fine dell’anno solare in cui viene superata la soglia. Infine, viene espressa la necessità di creare una quota specifica separata per l’importazione di riso spezzato, data la sua crescente e massiccia importazione.

IL TESTO INTEGRALE

Ma ecco il testo integrale.

«Revisione del Regolamento (UE) N. 978/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio – Posizione comune aggiornata della filiera risicola dell’UE sulla proposta della Presidenza danese di istituire un meccanismo di salvaguardia automatico (22.10.2025).

Il 21 ottobre, l’Ente Nazionale Risi ha ospitato una riunione cruciale che ha coinvolto i rappresentanti dei settori della produzione e trasformazione del riso dell’Unione Europea. In tale occasione, sono stati compiuti progressi significativi nello sviluppo di una posizione comune per il settore sulla revisione del Regolamento SPG (Sistema di Preferenze Generalizzate).

  1. Soglia per l’Attivazione della Clausola di Salvaguardia L’intero settore concorda sulla necessità di fissare una soglia di 200.000 tonnellate (base riso lavorato) per le importazioni sotto i codici doganali 1006 10, 1006 20 e 1006 30, presi nel loro insieme, da assegnare ai paesi beneficiari del sistema in base agli andamenti storici delle importazioni.

1.1 Giustificazione del settore produttivo Il settore produttivo (sostenuto dalle valutazioni di COPA-COGECA) considera questa quantità il massimo tollerabile per il settore risicolo. Questa convinzione deriva dall’applicazione dei calcoli del meccanismo proposto dal Parlamento Europeo durante i negoziati con la Presidenza polacca nel primo semestre del 2025. La soglia tiene conto della ripresa delle semine (sebbene ancora al di sotto dei livelli storici) dopo anni di siccità e inondazioni.

1.2 Motivazione del Settore della Trasformazione Il settore della trasformazione (attraverso FERM e AIRI) giunge alla stessa soglia di 200.000 tonnellate basandosi sul volume medio delle importazioni dai Paesi Meno Sviluppati (PMS/LDCs) nel periodo 2016-2018, che ammontava a 345.000 tonnellate (base riso lavorato). Questo è il volume che ha portato la Commissione Europea ad applicare la clausola di salvaguardia generale a partire dal 2019 e per i tre anni successivi. Dal volume medio, FERM ha dedotto le concessioni accordate nel frattempo, che hanno un impatto diretto sul riso e ammontano a 140.000 tonnellate.

  1. Aumento della soglia e Clausola De Minimis

2.1 Aumento massimo consentito Fermo restando il quantitativo base di 200.000 tonnellate di riso lavorato, il settore europeo (produzione e trasformazione) concorda sul fatto che l’aumento che la Presidenza danese intende applicare alla soglia non debba superare il 5%. Un aumento superiore rischierebbe di superare una quantità già considerata “significativa” e di danneggiare il mercato per il riso prodotto in Europa.

2.2 Rifiuto della Clausola De Minimis Le parti hanno anche concordato di rifiutare la clausola de minimis. L’obiettivo è prevenire la concessione di soglie (stimate intorno alle 95.000 tonnellate) ai Paesi Meno Sviluppati (LDCs) che storicamente esportano piccole quantità di riso nell’Unione Europea, evitando così il rischio di triangolazione delle merci.

  1. Durata della clausola di salvaguardia automatica L’intero settore ritiene che il meccanismo di salvaguardia automatico debba durare dal giorno successivo al superamento della soglia di attivazione della clausola, compreso l’aumento massimo del 5%, fino alla fine dell’anno solare. A partire dall’anno solare successivo, verrà creata una quota di importazione di 200.000 tonnellate.
  2. Richiesta di una quota specifica per il riso rotto Dato l’aumento progressivo e massiccio delle importazioni di riso rotto dai Paesi Meno Sviluppati (LDCs), l’intero settore ritiene necessario prevedere una quota di importazione per il riso rotto, ancora da determinare, che sia completamente separata da quella relativa ai codici doganali 1006 10, 1006 20 e 1006 30, presi nel loro insieme».

 

DAGHETTA GIOVANNI
Giovanni Daghetta

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