Si concretizzano anche nelle sedi piemontesi i ritorni a 35 €/q lordi per i lunghi B e i lunghi A da parboiled Provisia, quotazioni già viste venerdì a Mortara (LEGGI). A Vercelli si registra inoltre l’allineamento del gruppo Sant’Andrea/Gloria ai 40 €/q lordi, quota già toccata da alcune sedute nelle altre sedi. La domanda si conferma debolissima, quasi assente, creando prospettive più negative che positive per i listini. Di fronte a tale possibilità, visti i prezzi già ampiamente in perdita in molti casi, gli operatori descrivono i risicoltori come “sconcertati”. Una parola che fotografa con precisione l’umore di chi seminava sperando di vedere apprezzamenti sui listini, che ora sembrano allontanarsi.
COMPRATORI IN RITIRATA, LISTINI AL MINIMO
Le variazioni proposte a listino non sono novità in nessun caso ma adeguamenti a prezzi già riconosciuti da altri mercati. Sui lunghi B il mercato torna bloccato a 35 €/q lordi, con tentativi delle riserie di offerte al ribasso che trovano poco riscontro. I lunghi A da parboiled tornano tra i 35 €/q lordi dei Provisia ed i 40 di CL 007. Secondo Ghisoni in questo frangente la pressione per questii risi “da esportazione” arriva dalla concorrenza delle importazioni europee, in particolare da Grecia e Bulgaria. Il quadro si fa pesante anche sui comparti che fino a poco tempo fa reggevano meglio, come i tondi. Per Araldo, ad esempio, pare che in sala di contrattazione fosse difficilissimo trovare compratori nelle sedute in analisi. Il Selenio a 65 €/q lordi è nominale e privo di compratori, penalizzato dalla concorrenza estera sul comparto sushi.
Nel mercato interno Il Carnaroli tiene ancora a 70 €/q lordi per Classico e 65 per i similari, quotazione confermata a Novara. Per questo gruppo si registra qualche richiesta in più rispetto ad altri comparti, ma anche qui i compratori si assottigliano. Il gruppo Roma si attesta sui 35 €/q lordi in un contesto pesantissimo, con parecchie partite ancora da piazzare. Anche Baldo e similari sembrano essere poco vendibili, mantenendo invariati i riferimenti economici ufficiali. Sant’Andrea/Gloria, quotati 40 €/q lordi a Vercelli, sono di fatto impossibile da vendere a tale cifra, con pochi affari sia per la scarsa disponibilità che per il limitato interesse. Già venerdì a Mortara questi risi erano valutati 38 €/q lordi. Colpisce la condizione di un gruppo nel quale molti contratti per la prossima campagna sono stati chiusi attorno ai 50 €/q lordi, e che oggi non trova compratori nemmeno a 40.
561.000 TONNELLATE A DAZIO ZERO: È SCONFITTA
In un contesto già così travagliato economicamente per i risicoltori, arriva un’altra brutta notizia. Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo Sistema delle Preferenze Generalizzate ridisegnato dalla Commissione, clausola di salvaguardia compresa. Una sconfitta pesante per il riso italiano. Come spiegato in questo articolo (LEGGI), la clausola scatterà solo al superamento di circa 561.000 tonnellate annue di importazioni, soglia considerata di fatto irraggiungibile dagli operatori del settore. Antonio Garbelli, rappresentante di Confagricoltura nella commissione della granaria di Milano, unisce questa notizia alle difficoltà crescenti sul mercato, spiegando: «C’è poca voglia di comprare in questo inizio di settimana. Uno dei motivi che si potrebbe essere aggiunto a demotivare i compratori ad acquistare merce italiana è l’approvazione del nuovo SPG.
Al Parlamento europeo non è stata approvata una clausola di salvaguardia efficace, con valori che rischiano davvero di ridimensionare notevolmente la risicoltura nazionale. Ritengo penalizzante per il settore una notizia di questo tipo, che ci condanna a vedere quantitativi elevatissimi di riso a dazio zero prodotto in Paesi con obblighi agronomici, etici e burocratici diversi dai nostri e con costi economici ben più ridotti. Stiamo parlando di 561.000 tonnellate a dazio zero, più di un terzo di quello che produciamo in Italia. Avevamo lavorato per un decennio e non è servito a niente, vuol dire che in Europa non si è capito che bisogna tutelare il settore primario.
Tornando all’attualità in borsa merci, guardando ai singoli comparti, l’unico in cui si registra ancora una discreta richiesta è il Carnaroli, mentre diventa sempre più tragica la situazione per il gruppo Roma. Per i Ribe e i Lunghi B ottenere più di 35 €/q lordi è tornato ad essere impossibile. La situazione è molto, molto critica.» Autore: Ezio Bosso

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