Cali a listino nel mercato di venerdì a Mortara, a conferma della tendenza ribassista descritta nelle ultime analisi (LEGGI). A detta degli operatori, tuttavia, le nuove quotazioni non sono ancora del tutto in linea con il prezzo pagato allo scambio, spesso inferiore. Un’altra spinta al ribasso potrebbe arrivare dai dati pubblicati nella giornata di venerdì, in seguito alla consulta risicola, riguardo alla produzione stimata (VEDI il bilancio di collocamento preventivo) ed all’andamento del collocamento (VEDI la relazione di Ente Nazionale Risi).
DANNI RIDIMENSIONATI NOTEVOLMENTE
Partiamo da questi dati, proposti poco dopo la pubblicazione da Riso Italiano (LEGGI) con il titolo “Spariscono i danni al raccolto”. Ad essere obbiettivi i danni al raccolto non spariscono ma vengono notevolmente ridimensionati rispetto alle attese. Nelle analisi di mercato il 15 ottobre avevamo parlato del 20% stimato di calo rispetto alle attese, ovvero circa 2,8 mln di quintali in meno. Le stime di Ente risi sono di un calo del 3% rispetto allo scorso anno nella produzione ad ettaro (6 t/ha contro le 6,17 del 2024), scaturito dall’analisi di 2.718 denunce di produzione (un campione pari al 76% del totale). Queste denunce, tuttavia, come riportato nella tabella proposta de ENR stessa nella relazione, parlavano di un calo produttivo del 6% (5,8 t/ha era il dato fornito dai produttori).
Dunque gli esperti dell’Ente hanno scelto di proporre una produzione ad ettaro maggiore di quanto denunciato dagli agricoltori. Ne risulta così, essendoci stato un maggiore investimento di superficie nella risicoltura, una produzione maggiore rispetto allo scorso anno di 138mila quintali (1.394.866 t nel 2024, 1.408.696 nel 2025). Questo dato potrebbe spingere ulteriormente in ribasso i listini già al disotto della remuneratività in diversi comparti.
COLLOCAMENTO AI MINIMI NEGLI ULTIMI 10 ANNI
Ancor di più in un contesto in cui il collocamento complessivo pare procedere a rilento. Possiamo affermare ciò in quanto, nonostante i collocamenti settimanali siano stati ottimi anche nell’ultima settimana (32.549 t, VEDI), il complessivo è sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno (+1%), quando a fine campagna si è arrivati ad un dato minimo negli ultimi dieci anni, come affermato da Ente Risi nella relazione.
Va ricordato, inoltre, che i ritiri settimanali si riferiscono quasi unicamente ad acquisti non effettuati nella settimana stessa, a meno che si sia sotto raccolta e venga richiesto il ritiro immediato della merce per necessità logistiche. Per questo, nonostante un andamento settimanale nel trasferito positivo nelle ultime settimane, abbiamo dato credito a quanto riportato da listini ed operatori di mercato, che parlavano di pochi compratori, prazzi nominali e scambi minimi.
I PREZZI ATTUALI
Chiudiamo con uno sguardo ai prezzi, con Milano invariata e Mortara che elimina la dicitura nominale e propone 5 variazioni. Queste interessano Omega ed Araldo, portati a 57-58 €/q lordi nonostante gli operatori riferiscano di scambi a massimo 55. Calano i lunghi B a 39 €/q lordi, mentre gli operatori riferiscono di scambi a 35 per gli ibridi e 38 per gli altri. I medi sono portati a 38,5 €/q lordi, prezzo in linea con quello allo scambio. I similari di Carnaroli scendono a 68,5 €/q lordi, ovvero una via intermedia tra i 65 di Leonidas e i 70 di Caravaggio.
Nessuna variazione per le altre voci. Tra i tondi, il “gruppo” Centauro è quotato 60 €/q lordi ma scambiato a 55 secondo gli operatori, mentre Selenio resta a 65 €/q lordi ufficialmente e allo scambio. Nel gruppo Baldo i 55 €/q lordi vengono riconosciuti per Cammeo mentre CL 712 si scambia a 50, mentre per Roma e similari i 45 €/q lordi restano il riferimento. Stabili ai prezzi ufficiali Carnaroli Classico e gruppo Arborio, mentre i lunghi A da parboiled faticano sempre più ad ottenere i 40 €/q lordi, con voci di scambi a 38. Autore: Ezio Bosso

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