Superato il 21 dicembre siamo in pieno inverno. In questi giorni sono in corso precipitazioni nevose significative che si stanno concentrando sulle Alpi cuneesi lasciando prive di accumuli significativi le porzioni di Alpi Graie, Pennine e Lepontine. Una dinamica che tende a ripetersi negli ultimi anni in modo preoccupante.
Dal punto di vista irriguo non è una buona notizia. Le temperature medie in costante e preoccupante aumento determinano la rapida compromissione degli accumuli nevosi al di sotto dei 2000 metri. Le nevicate dello scorso novembre solo un decennio fa sarebbero state un’autentica banca dell’acqua dove prelevare risorsa per le necessità irrigue primaverili ed estive.
Oggi non è più così e lo sarà sempre meno. E la mancanza della banca dell’acqua costituita dalla neve impone di trovare modalità sostitutive di accumulo della risorsa. E non possono essere sporadici laghetti o piccoli invasi da qualche milione di metri cubi. Il repentino scioglimento della neve al di sotto dei 2000 metri determina la compromissione di miliardi di metri cubi d’acqua che, invece di entrare nel sistema virtuoso irriguo, finiscono a mare in 72 ore non appena si sciolgono.
ACCUMULARE L’ACQUA IN USCITA DAI NEVAI
Si spera che la modellistica confermi, e che poi avvenga, una ripresa dell’attività nevosa anche su Valle d’Aosta, Alto Piemonte e Canton Ticino.
Ecco che, proprio in questi giorni in cui si è distratti dalle notizie che raccontano di nevicate che nel passato sarebbero state ordinarie ma vengono presentate come eccezionali, occorre pianificare un nuovo governo della risorsa. Rallentare l’acqua che si scioglie immettendola in falda già in inverno diventa una banca dell’acqua sostitutiva rispetto alla banca della neve. Occorre cambiare il modello di risparmio, con lo stesso pragmatismo e senso del buon padre di famiglia con cui si governano l’economia aziendale o anche solo domestica. Occasione per confrontarsi su questo cambio di paradigma potranno essere gli incontri proposti e promessi da Coutenza Canali Cavour nei prossimi sei mesi.
ANCORA SULLA CENTRALE…
Questi incontri rientrano nella richiesta formulata nella scorsa conferenza dei servizi da Coutenza, proponente della centrale idroelettrica finalizzati ad approfondire il progetto e devono rappresentare un’opportunità per un confronto tecnico, costruttivo, pragmatico e visionario, intorno alla gestione dell’acqua in tempo di cambiamento climatico.
Sulla scorta delle strutturate osservazioni tecniche proposte da Confagricoltura Pavia, e raccogliendo in primis la preziosa disponibilità e lungimiranza dimostrata anche nell’ultimo tavolo risicoltura dall’Autorità di Bacino per il Po, si potranno affrontare con coraggio tematiche non più rinviabili:
- Governare il lago Maggiore portando l’invaso ad almeno 1.50;
- Gestire la falda freatica con la circolazione annuale (estiva, primaverile e invernale) della risorsa;
- Superare il concetto di Deflusso Ecologico come elemento puntuale portandolo ad una visione lineare alimentata dalla restituzione della falda freatica almeno nel tratto tra Chivasso e Pavia:
questi potrebbero essere gli impegni che, come comunità ampia dell’acqua, ci si prende per il 2026.
Banalizzando in uno slogan, potremmo dire meno centrali e Deflusso Ecologico puntuale e più governo diffuso dell’acqua.
Analizzando nel dettaglio:
ANDAMENTO DELLE PRECIPITAZIONI NEVOSE
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia i ridotti accumuli nevosi presenti, dato purtroppo in linea con l’ultimo quinquennio.

LAGO MAGGIORE
Il lago Maggiore ha un livello idrometrico nell’intorno dei 112 cm grazie ad una buona gestione e allo scioglimento atipico per il periodo della neve.

Si riporta di seguito anche l’andamento degli invasi elvetici nel Canton Ticino che vede un dato leggermente sotto media.

ANDAMENTO FALDA
L’andamento della falda freatica conferma il costante peggioramento degli ultimi anni, con la sola eccezione del 2024. Un dato preoccupante che vede un acuirsi dei minimi ed un calo dei massimi. Il dato riscontrato nell’autunno del 2025 è il peggiore dell’ultimo quinquennio.

PIOVOSITA’
Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/25 rilevato a Sartirana Lomellina, con un dato in linea con le precedenti annate. Anomalo è l’accumulo di dicembre che, appena 15 anni fa, avrebbe determinato un importante accumulo nevoso anche in pianura con benefici potenti alla falda freatica.

Dalla prossima edizione dell’analisi si riprenderà l’analisi dei volumi di falda e l’indicazione della scala di rischio. Attualmente la situazione è quanto mai complessa stante il ridotto accumulo nevoso e il basso livello di falda. Si attendono con fiducia gli eventi nevosi annunciati. Ma la tecnica e il pragmatismo non possono affidarsi solo alla speranza. Autore: Alberto Lasagna, Confagricoltura
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