L’Ente Nazionale Risi è sotto attacco. Dopo la richiesta di commissariamento ventilata dall’Assessore piemontese all’agricoltura Giorgio Ferrero e le pressioni di Coldiretti per ottenere una «profonda revisione» dello statuto dell’Ente, arriva l’accusa del movimento #ildazioètratto di non aver fatto abbastanza sul triciclazolo. Un comunicato diffuso ieri sera recita: «l’Ente Nazionale Risi ha ospitato alcuni giorni presso il Centro Ricerche una riunione tra l’AIRI ed i Mediatori perché questi ultimi potessero istruire i Risicoltori sul come stoccare il risone raccolto nel 2016. L’Ente si è ritagliato così una posizione formalmente neutrale, ma al tempo stesso ha abdicato alle proprie funzioni: un simile incontro avrebbe dovuto organizzarlo in proprio ed almeno 4 mesi fa, quando il mercato non si trovava ai livelli drammatici di oggi. Se il compito dell’Ente Risi è tecnico e di difesa della filiera tutta intera, è lecito attendersi che non faccia come Ponzio Pilato su questioni da cui dipende l’unità della medesima e soprattutto l’esistenza del Settore, come invece è avvenuto sul Triciclazolo».
Come si ricorderà, il movimento è sorto sull’onda delle proteste per i prezzi troppo bassi del risone e già in occasione dell’assemblea pubblica di Asigliano Vercellese aveva chiesto una «modifica Statuto dell’Ente Nazionale Risi al fine della promozione del riso italiano» e in seguito, aveva insistito sulla richiesta di « Modifiche Urgenti allo statuto dell’Ente Nazionale Risi, affinchè diventi nuovamente “ dei Risicoltori e non dell’Industria“». In particolare, per restare al triciclazolo, si era schierato contro l’ipotesi di indicare l’anno di Produzione del risone sui buoni rilasciati dall’Ente, come chiede invece l’Airi. Oggi quella polemica riemerge, per via dell’affondo dell’assessore Ferrero, seguito da un’intervista del presidente dell’Ente Risi Paolo Carrà, il quale già in precedenza aveva spiegato la posizione dell’Ente in ordine ai buoni e al triciclazolo.