Anche i risicoltori biologici stanno ultimando il raccolto. Sentiamo com’è andata da Manuele Mussa, dell’azienda Una Garlanda a Rovasenda, nella Baraggia vercellese, che racconta: « La produzione nelle nostre risaie biologiche è stata di 38/40 q.li/ha circa, un buon risultato considerando che si compone di varietà più o meno antiche, con diversi potenziali produttivi (da Bertone che produce circa 28 q.li/ha a Chinese Originario che si attesta attorno ai 42-43 q.li/ha). Altri risicoltori biologici di questa zona (facenti parte del neonato “Biodistretto del riso piemontese”), che utilizzano altre varietà più moderne, mi hanno parlato di 45-50 q.li/ha circa come media produttiva. Le rese alla lavorazione mi sembrano in linea con quelle delle annate precedenti, variando dal 55% del lungo A al 65% del tondo.
L’andamento della campagna ha risentito di una partenza difficoltosa dovuta alle basse temperature, capaci di influire molto su una tecnica complessa come la pacciamatura verde, adottata nelle nostre risaie. Anche le temperature in fioritura non sono state ottimali e ciò ha portato ad uno slittamento delle fasi di raccolta, che si sono sviluppate, però, nel migliore dei modi grazie ad un ottobre ottimo. Le grandinate estive, giunte in questo areale tra fine giugno ed inizio luglio, hanno danneggiato maggiormente altre produzioni, causando danni lievi alle risaie». Autore: Ezio Bosso