Dopo aver parlato di siccità e raccolti con i risicoltori novaresi è la volta di Stefania Segalini dell’azienda agricola Segalini di Marcignago (PV) che ha subito seri danni . «Noi prendiamo acqua dal Naviglio Grande tramite il Cavo Beretta e la Roggia Bergonza. Entrambe hanno avuto riduzioni anche di oltre il 50% nella portata. Il Cavo Beretta ha attuato delle turnazioni nelle erogazioni che ci hanno permesso di salvare solo metà del riso».
DANNI ANCHE ALLA SOIA
«Inoltre a causa della mancanza di acqua, che potevamo solo utilizzare per le risaie che abbiamo salvato, abbiamo avuto enormi danni anche alla soia, una coltura di solito resistente ma la siccità di quest’anno è stata veramente epocale. Le precipitazioni di fine luglio sono state di aiuto solo parzialmente e se persiste questa siccità anche altri campi potrebbero andare in sofferenza» conclude infine Stefania Segalini.
SAN PIETRO MOSEZZO
Tornando nel Novarese, Stefano Pieropan la cui azienda agricola si trova a San Pietro Mosezzo (NO) ci dice che «la situazione idrica aziendale è al limite di sopravvivenza; si è lavorato sempre con l’ottanta per cento di riduzione e con 10 giorni di chiusura totale della bocca sul canale Cavour da parte di est Sesia; la struttura dei terreni da me coltivati sono adatti alla coltivazione del riso e poco altro.Quindi vedremo a breve come sarà il raccolto sicuramente penalizzato perché lo stress idrico sta provocando malattie fungine». Autore: Elettra Bandi