Le borse piemontesi di inizio settimana restituiscono un quadro in chiaroscuro. La novità più sorprendente è un segno +. Araldo torna a 55 €/q lordi a Vercelli, con un rialzo di 2 €/q. In direzione opposta si muove il gruppo Baldo, che a Vercelli scende in un range tra 35 e 45 €/q lordi, confermando le contrattazioni effettive già segnalate dagli operatori nelle ultime sedute. Per il resto, la settimana si apre con una serie di allineamenti alle variazioni già viste venerdì a Mortara (LEGGI), con quotazioni che tuttavia restano lievemente differenziate tra le piazze per alcuni comparti.
TORNA UN SEGNO POSITIVO A LISITNO
Il rialzo di Araldo riflette un lieve aumento dell’interesse dei compratori, valido in primo luogo per i tondi, tendenza costante dall’inizio della campagna, ma che si fa sentire, sia pure in misura minore, anche sugli altri comparti. Le proposte economiche, tuttavia, restano quelle che da tempo i risicoltori giudicano non remunerative per molti gruppi varietali. Con Araldo che recupera terreno, tutti i tondi si ritrovano a 55 €/q lordi, con la consueta eccezione di Selenio. Questa varietà è ferma a 65 €/q lordi su entrambe le piazze, anche se a questo prezzo non si trovano compratori e circolano voci di trattative concluse a 60. Per il gruppo Baldo, il minimo, dedicato a CL 712, a 35 €/q lordi ed il massimo, riferito a Cammeo, a 45 rappresenta il prezzo effettivamente ottenibile allo scambio in questa fase. Il gruppo Roma si conferma a 35 €/q lordi.
Quest’ultimo prezzo appare ormai irraggiungibile per i Lunghi B, scambiati a detta degli operatori tra 30 e 33 €/q lordi, nonostante le quotazioni ufficiali restino 35 €/q lordi a Vercelli e 34 a Novara. Per i lunghi A da parboiled il riferimento consolidato è 35-37 €/q lordi per Kinder, con Ely che tende a spuntare 1–2 €/q in meno. Ronaldo, CL 007 e Unico si scambiano regolarmente a 40 €/q lordi. I medi tengono i prezzi ufficiali senza variazioni di rilievo. Stabili anche i risi da risotto d’eccellenza, dei gruppi Arborio e Carnaroli.
«L’UNICA SALVEZZA: BLINDARE LE NOSTRE PRODIZIONI CARATTERISTICHE»
«La situazione è ancora molto grave», afferma Fabrizio Rizzotti, vicepresidente di Coldiretti Novara. «I prezzi sono ampiamente al di sotto dei costi di produzione e scaturiscono, a mio modo di vedere, anche da un elemento speculativo. Non si vede una prospettiva di miglioramento del contesto economico nel breve. Questo peserà sulle scelte di semina: secondo me, indipendentemente da quanto dichiarato da Ente Risi, nella zona di Pavia e nel basso novarese l’areale a riso scenderà a favore del mais. Inoltre, i risicoltori con queste forti differenze di prezzo risultano ancor più titubanti nelle loro scelte di semina e finiscono per prendere decisioni legate al contesto attuale, questa incertezza è devastante per il comparto».
Per Rizzotti la strada è una sola: «Bisogna blindare le nostre produzioni caratteristiche e legarle al territorio. Abbiamo già sbagliato in passato, ma si può ancora rimediare. In Canada vendono riso chiamandolo Arborio, nonostante sia coltivato lì. L’Arborio, così come il Carnaroli e le alte varietà che caratterizzano la produzione nazionale nel mondo, sono prodotti italiani, legati a un territorio preciso. Sono varietà che potrebbero fare la differenza nel mercato internazionale e che consoliderebbero il nostro ruolo di risicoltori a livello globale. Abbiamo varietà uniche al mondo, dobbiamo tutelarle e renderle coltivabili con queste denominazioni solo in Italia. La soluzione passa anche per nuovi modelli contrattuali. Occorre stabilire un prezzo prestabilito con il trasformatore, organizzando la produzione in relazione alle richieste del consumatore finale. Bene proseguire le battaglie riguardo strumenti di tutela sulle importazioni ma bisogna anche stringere la filiera tra produttore, industria e distribuzione. Se non lo facciamo, non ne usciamo più». Autore: Ezio Bosso

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