Ci vuole un bel coraggio – scrivono suoi critici – a riempire la sala di un museo di polline, un’altra di riso, l’altra ancora di latte, l’ultima di cera. Ma Wolfgang Laib, artista tedesco nato a Metzinger nel 1950, nella sua personale che apre la nuova stagione del Macro di Roma non ha fatto altro che allestire le quattro grandi sale del museo con gli elementi con cui da sempre lavora. Trasformati per in opere: pietre di latte, barche di cera che fluttuano su basi di legno, fragili piramidi di polline che ridefiniscono lo spazio, case di riso, sorprendenti scale di cera d’api che dal pavimento si arrampicano al soffitto. Un tipo parecchio eccentrico, Laib, soprattutto per la ricerca paziente del suo lavoro, lontana dal rumore del mondo e vicina alle filosofie orientali. Ne parla La Repubblica che racconta anche come Laib abbia cominciato dalla scelta di essere un artista nonostante una laurea in medicina, "che per in qualche modo, metabolizzata e trasfigurata nel linguaggio dell’arte, fa forse riemergere in quell’idea di organicit e nutrimento che caratterizza la sua opera". Dopo aver esercitato la professione medica per qualche anno, Laib part per il sud dell’India, passando molto tempo a Gan-dhigram, il centro dedicato al padre della non violenza. Fu l’occasione per conoscere bene quel pensiero orientale che gi l’aveva affascinato in patria. Ma, forse, Laib non aveva previsto l’impatto con la stupefacente presenza della natura che in quel Paese s’impone ai visitatori, partendo dal ciclo della nascita e della morte, che in India assume tonalit tutte sue. Cos la vita prende corpo nel lavoro di Laib con l’uso di elementi biologici, e la distruzione percepibile nella deperibilit di questi stessi ingredienti artistici. Al periodo indiano, e di altri viaggi in Tibet, Sumatra, Hong Kong e Cina, risalgono le Piramidi di polline e le Pietre di latte, candide lastre di marmo su cui Laib versa il latte, mettendo cos a contatto un elemento freddo e nobile con un altro caldo e umile. La scoperta del riso viene dopo, quando l’artista si gi imposto con mostre negli Usa, a "Documenta" di Kassel e alla Biennale di Venezia, sempre seguendo quell’amore paziente e austero per gli elementi naturali e le forme archetipe, che l’aveva portato gi prima dell’India a levigar sassi. La mostra rester aperta fino al nove gennaio.
DEMO FARMA PLUS, CONVEGNO IL 14 GENNAIO
Il convegno conclusivo sui risultati del progetto Demo Farm Plus avrà luogo a Pavia il 14 gennaio 2025 a partire dalle ore 10.00